|
CARLO CI HA LASCIATI
Carlo
MOISO, nato a Roma il 25.8.1945, laureatosi in Medicina e Chirurgia
all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1972. Fino
al 1976 assistente presso la clinica psichiatrica "Viarnetto"
di Lugano, ove si occupò tra l'altro dei programmi di psicoterapia
e del servizio antidroga. Membro Clinico Didatta della Associazione
Europea di Analisi Transazionale (E.AT.A.) e della Associazione Internazionale
di Analisi Transazionale (I.T.A.A.). E' stato tra i primi analisti transazionali
clinici e didatta in Europa, e ha introdotto in Italia l'AT organizzando
a Roma e Milano i primi corsi di formazione riconosciuti. Ha fondato
l'Associazione Italiana di Analisi Transazionale (AIAT) e l'Istituto
di Analisi Transazionale (IAT). Autore di svariati articoli e
libri (leggendario tra i tranees "Stati dell'Io" della
Astrolabio, con M. Novellino), è stato insignito nel 1987 del
Premio Scientifico Internazionale Eric Berne (Eric Berne Award) per
gli studi sulla struttura dell'Io nei fenomeni transferali, studi
che costituiscono il nucleo dell'orientamento psicodinamico della c.d.
"Scuola di Roma". Ha fatto parte del Consiglio direttivo
della I.T.A.A., e della Commissione per gli standard professionali dell'E.A.T.A.
A partire dalla esperienza "senza frontiere" di analista didatta
e di consulente svolta in vari paesi d' Europa, America e Africa, ha
coltivato uno specifico interesse per la psicologia transculturale,
occupandosi degli influssi che i cosiddetti "caratteri nazionali"
hanno sulla personalità degli individui e dei gruppi. Già
partner del PSDC International, uno dei più prestigiosi centri
privati inglesi di consulenza aziendale internazionale, co-direttore
del Journal of Transactional Social Psychology e redattore del TAJNet,
molti lo ricorderanno quale esperto, per ben tre anni, nel programma
televisivo UnoMattina su RAI UNO. Ci lascia dopo una strenua
lotta contro la malattia divorante, lasciandoci un vuoto incolmabile
ed una eredità culturale di grande spessore. Sarà difficile
rinunciare al suo sorriso cordialmente coinvolgente. Per non parlare
delle risate che ci siamo fatti in gruppo di amici e colleghi p.e. alle
falde dell'Etna in occasione di un convegno IAT a Catania.
Quel
che segue è un pensiero scritto che Keith Tudor mi ha affidato
perché lo pubblicassi e rendessi noto agli Amici italiani. Me
lo ha affidato a Torino in occasione del riuscitissimo Convegno AIAT-IAT
che ha visto partecipare: il Presidente dell'ITAA, Giampiero Petriglieri;
il Presidente dell'EATA, Maria Teresa Tosi; il Presidente dell'Auximon
e SIAT, Raffaella Guglielmotti; il Presidente della SIMPAT, Pietro Romanelli;
il rappresentanti dell'IRPIR, Massimo Gubinelli. Tutti uniti, al termine
del Convegno, l'8 Dicembre 2008, abbiamo ricordato Carlo in profonda
e comune commozione. A Carlo era stato dedicato l'inizio del Convegno
da Michele Novellino. (achille miglionico)
CARLO MOISO di Keith Tudor
Incontrai per la prima volta Carlo, nel 1987, ad un seminario a Londra.
Ricordo che allora fui colpito dal suo intelletto, dal suo calore e
da una capacità di confronto molto precisa! Nel corso degli anni,
arrivai a conoscere sia il suo lavoro, che lui come persona. Per quanto
concerne il suo lavoro, specialmente riguardo agli "Stati dell'Io
ed il Transfert", che gli valse il premio Eric Berne nel 1987,
in un certo senso non abbiamo ancora afferrato pienamente le implicazioni,
come ebbe a dirmi un collega. Carlo era una delle poche persone nell'
AT a parlare dell' importanza di "appartenere". Per quanto
riguarda l'uomo, voi tutti avrete sicuramente le vostre storie su di
lui. I miei ricordi comprendono un comune amore per il linguaggio; il
suo gusto per la buona conversazione, la buona cucina ed il vino bello
forte; quel lampo birichino nei suoi occhi; il suo piacere nel "flirtare"
con le donne e con gli uomini - era un democratico dopo tutto! L'ultima
volta che venni in Italia, due anni fa, ebbi la fortuna di godermi tutte
queste sue qualità, durante una gradevolissima, lunga serata
a Firenze.
La scorsa settimana ho parlato con Jean
Lancashire, presidente dell' ITA - Istituto di Analisi Transazionale
nel Regno Unito- che invia questo messaggio:
Sono profondamente rattristata da
questa notizia. L'ITA invia il nostro affettuoso pensiero alla famiglia
di Carlo e a tutta la comunità italiana dell'AT in questo momento.
Anch'io ho i miei ricordi della compagnia di Carlo durante le nostre
conferenze nazionali, e so quanto fosse un uomo speciale. Io stessa
e l'ITA sentiamo di dargli riconoscimento, per l'impatto che egli ha
avuto, ha, e continuerà ad avere, attraverso la sua opera, sulla
vita di molte persone in Gran Bretagna e in tutto il mondo.
Nulla può riassumere la vostra,
la nostra perdita, ma pensando all'importanza ed al peso di tale perdita,
mi sono ricordato del necrologio di Manzoni per Napoleone. Disse semplicemente:"Ei
fu". Se Carlo fosse qui, questo gli sarebbe sicuramente piaciuto
- e ne avremmo gradito il fraseggio! Io voglio dire"Addio"
a Carlo con le parole che egli usò (Moiso, 1995) per dire addio
al suo mentore, George Thomson,"che
la terra ti sia leggera, amico mio".
|